News & Blog: Risultati e Commenti dell'hockey ghiaccio italiano ed europeo.
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Un caloroso abbraccio al nostro caro Michele. Ti siamo vicini.
Tutta la Redazione di Tuttohockey.com abbraccia calorosamente il suo caro amico Michele per la perdita dell'amata madre.
Ti siamo vicini Michele,
come lo sarà sempre la tua mamma dall'alto dei cieli.

Qui Russia 2007: al via i mondiali di Mosca con la partita d'esordio Usa-Austria; domani sera debutto impossibile dell'Italia contro i campioni olimpici e mondiali in carica della Svezia (diretta alle ore 18.15 su Rai Sport Satellite)
(daniele amadasi) Con Usa-Francia ha preso il via qust'oggi l'edizione 2007 dei Mondiali di Gruppo "A" di hockey su ghiaccio, che si disputano sino al 13 maggio a Mosca. Di seguito Vi riportiamo il porgramma compelto delle prime tre giornate, riportando l'oratio locale di Mosca (che rispetto all'Italia ha un fuso orario in avanti di due ore) e tra parentesi il Girone a cui la partita fa riferimento.
Così oggi: ore 16.15 Usa-Austria (B), ore 17.15 Ucraina-Finlandia (D), ore 20.15 Bielorussia-Cekia (B), ore 21.15 Russia-Danimarca (D).
Così domani: ore 16.15 Svizzera-Lettonia (A) e 16.15 Germania-Canada (C), ore 20.15 Svezia-Italia (A, diretta su Rai Sport Satellite alle ore 18.15 italiane) e Slovacchia-Norvegia (C).
Così domenica: ore 16.15 Finlandia-Danimarca (D) e Cekia-Austria (B), ore 20.15 Russia-Ucraina (D) e Usa-Bielorussia (B).
Così lunedì: ore 16.15 Svizzera-Italia (A, diretta Rai Sport Satellite alle ore 14.15 italiane) e Slovacchia-Germania (C), ore 20.15 Svezia-Lettonia (A) e Canada-Norvegia (C).
Il Presidente Ferrando e l’eredità lasciata alla sua Valpellice - di Alberto Corsani
All'indomani dell'elezione del nuovo Direttivo Societario dell'HC Valpellice, proviamo a interpretare quale sia l’eredità lasciata da un Presidente di un hockey club che è stato in carica per quasi due anni, finché un incidente assurdo l’ha strappato agli affetti, all’amicizia di una valle, alla considerazione delle istituzioni e al rispetto e solidarietà delle altre società sportive (quasi tutte).
Una prima stagione di rodaggio, che ha però consentito di inserire nell’HC Valpellice alcuni giocatori poi fondamentali nella seconda, per addirittura tentare in un “colpaccio” chiamato vittoria del campionato e promozione in massima serie.
Tale è stata infatti questa seconda annata, contrassegnata da una grande pianificazione e progettazione dell’assetto societario e dell’attività agonistica.
L’impronta data dal Presidente Mauro Ferrando alla sua Valpe è stata quella del timoniere che ha coagulato intorno a sé un gruppo ampio di persone che hanno creduto al 100% al suo progetti, dando tutto e di più senza risparmio: dallo staff dirigenziale al direttore sportivo, dal coach agli assistenti tecnici, da un capitano trascinatore alla squadra, dai responsabili delle giovanili ai volontari.
Perchè efficiente è stata l’organizzazione, particolarmente visibile nella struttura del palaghiaccio olimpico, di figure quali stewards, volontari, giovani e meno giovani, spettatori e aficionados di diverse generazioni, che trovavano ai cancelli e nei corridoi dello stadio i loro punti di riferimento, che narravano storie pluridecennali di hockey locale.
Un clima davvero speciale prima di ogni partita, che veniva sentita come un evento personale da ognuno dei 2500 delle ultime occasioni, una cosa che li riguardava e intorno alla quale si riuniva una cittadinanza. Da questo punto di vista è stato importante anche il rapporto costruito con gli ultras, coinvolti e responsabilizzati, che li ha portati a farsi apprezzare anche nelle trasferte della finale di Coppa Italia a Bolzano e quelle delle semifinali di campionato a Vipiteno.
Spendersi senza risparmio e convincere ognuno a fare la sua parte secondo le caratteristiche di ognuno è stata la sua linea, come lo era stata nell’impegno decennale nel campo della solidarietà nei confronti dei bambini bielorussi provenienti dalle zone più contaminate in seguito alla catastrofe di Cernobil.
Ora la valle e la squadra non partono da zero: proprio perché le capacità di ognuno sono state valorizzate, ognuno si sente impegnato a non mollare.
Qui Valpellice: eletto nella serata di ieri il nuovo direttivo societario
(comunicato stampa) Nel ricordo del compianto Mauro Ferrando, l'assemblea dei soci ha eletto ieri sera il nuovo Consiglio Direttivo dell'Hockey Club Valpellice, in carica per il prossimo triennio. Gli eletti sono: Barale Fausto, Barbero Roberto, Pierini Luciano, Pronello Paolo, Viglianco Luca, Vignolo Mauro e Vola Paolo.
Durante la prima seduta del nuovo Consiglio Direttivo sono state assegnate, all'unanimità, le seguenti cariche sociali: Presidente Barbero Roberto, Vice Presidenti Pierini Luciano e Vola Paolo, Tesoriere Pronello Paolo, Segretario Vignolo Mauro, Consiglieri Barale Fausto e Viglianco Luca.
E' stata infine assegnata la Presidenza Onoraria dell'H.C. Valpellice Bulldogs a Simona Ferrando, in rappresentanza della famiglia.
Il nuovo Consiglio Direttivo intende ringraziare i Consiglieri uscenti Danilo Barberis, Fabrizio Gatti, Willer Bonnet e Paolo Varese per la proficua collaborazione e per il lavoro svolto durante la loro permanenza in Società.
Tutti i membri del Consiglio Direttivo, nel ringraziare i soci elettori per la fiducia accordata, intendono dichiarare a tutti i tifosi ed i simpatizzanti il loro massimo impegno, figlio del solo amore per la Valpe, finalizzato al raggiungimento di quegli obiettivi, già pianificati e prefissati con l'indimenticato Mauro Ferrando in previsione della stagione 2007/2008, che sono nel pensiero e nel cuore di tutti.
Russia 2007: da domani il via ai mondiali di Mosca, che vedono il ritorno della Rai con la messa in onda delle partite dell'Italia attraverso il canale satellitare di Rai Sport
(daniele amadasi) Con Usa-Austria e Bielorussia-Cekia per il Girone di qualificazione "B" e con Ucraina-Finlandia e Russia-Danimarca per il Girone "A" prenderà domani al via la rassegna mondiale di hockey su ghiaccio in programma a Mosca (all'Arena Mytischi ed all'Arena Khodynka) sino al 13 maggio.
Il Blue Team guidato da coach Mickey Goulet entrerà in scena nella giornata di sabato quando affronterà i campioni olimpici e mondiali in carica della Svezia. Mondiali di Russia che a livello televisivo saranno incredibilmente coperti a livello di Nazionale Italiana ma non solo, dalla Rai attraverso la diretta integrale di tutti i match degli azzurri sul canale satellitare di Rai-Sport.
Obiettivo degli azzurri, inseriti nel Girone "A" insieme a Svezia, Svizzera è Lettonia, la salvezza da ottenere con una vittoria nelle prime due gare oppure con almeno due successi nel girone di relegazione.
Di seguito Vi riportiamo il programma completo delle prime tre partite dell'Italia ed il roster del Blue Team per Russia 2007.
Sabato 28 aprile ore 20.15 locali (18.15 italiane): Svezia - Italia, con diretta su Rai Sport Satellite a partire dalle ore 18.10.
Lunedì 30 aprile ore 16.15 locali (ore 14.15 italiane): Svizzera - Italia, con con diretta su Rai Sport Satellite a partire dalle ore 14.10.
Mercoledì 2 maggio ore 16.15 locali (ore 14.15 italiane): Lettonia - Italia, con diretta su Rai Sport Satellite a partire dalle ore 14.10.
Roster Italia (con numeri di maglia e club di appartenenza di ogni giocatore).
Portieri: Andrea Carpano #55 (Pontebba), Günther Hell #73 (Bolzano), Adam Russo #1 (Merano) e Jason Muzzatti #29 (Flint Generals, USA).
Difensori: Florian Ramoser #87 (Bolzano), Armin Helfer #26, Christian Borgatello #50 e Michele Strazzabosco #6 (Milano), Carlo Lorenzi #14 (Alleghe), Carter Trevisani #3 (Södertälje, Svezia), André Signoretti #12 (Herning, Danimarca).
Attaccanti: Flavio Faggioni #27 e Roland Ramoser #11 (Bolzano), Paolo Bustreo (Renon) #18, Luca Ansoldi #71 e Giorgio De Bettin #9 (Cortina), Patrice Lefebvre #7 (Losanna, Svizzera), Mario Chitarroni #24, Luca Rigoni #13 e Giulio Scandella #19 (Milano), Jonathan Pittis #39 e John Parco #8 (Asiago), Manuel De Toni #28 (Alleghe), Stefano Margoni #22 (Pontebba) e Jason Cirone #34 (Rio Grande Valley Killers Bees, Canada).
Speciale Interviste: parola ad Ongari, Presidente del Fassa - di Giorgio Pedron
Vigilia di mondiali, ma anche di mercato e così in casa Fassa, come del resto anche in altre piazze di Serie "A1" 0 "A2", fervono i preparativi per allestire la formazione che andrà ad affrontare il prossimo campionato. Poche ore dopo la gara-4 della finale play-offs, meritatamente vinta dal Cortina, abbiamo raccolto le considerazioni e gli intendimenti nell’immediato futuro da parte del Presidente della SHC Fassa, Roberto Ongari. A parte il fisico, leggermente debilitato a causa di un recente intervento chirurgico di routine, è un Roberto Ongari deciso e sicuro di sé quello che mi ospita nella sua casa. Negli ultimi giorni la notizia principale, che da un po’ era nell’aria in valle, è la conferma del mancato rinnovo del contratto a Lars Molin che da due anni era alla guida tecnica della squadra. Allora la domanda d’apertura sorge spontanea.
Presidente, quale è stato il fattore determinante che ha pesato maggiormente sulla scelta di non confermare il coach svedese?
"Premetto che Lars con noi si è comportato da professionista serio e da persona davvero educata. Non mi stancherò mai di ringraziarlo per quanto ha dato alla nostra società. Mi conforta inoltre il fatto che la reciproca stima e amicizia siano rimaste inalterate malgrado la mancata riconferma.
Detto questo, devo però aggiungere che, nonostante il lavoro svolto, dopo due anni i risultati, seppur di poco, ci sono sfuggiti ancora. Era tempo dunque di dare una sferzata e un segnale di cambiamento all’ambiente. Mi rendo altresì conto che questo comporta dei rischi, ma è un passo che abbiamo deciso di fare".
E’ già in grado di darci delle indicazioni sul sostituto?
"Ho effettuato un colloquio con un allenatore ed a breve ne avrò un altro. Entrambi sono canadesi. In ogni caso abbiamo contatti anche con tecnici svedesi. La nostra intenzione primaria è di ripartire da una guida canadese, ma stiamo ancora valutando. La società sta lavorando alacremente perché ritiene che, per formare la nuova squadra, sia indispensabile avere prima l’allenatore con cui concertare il da farsi. Inoltre, sempre a proposito di guida tecnica, non escludo nemmeno un ritorno clamoroso in valle. Anche se tutto è ancora campato in aria e non mi sento di parlarne".
A che punto sono le manovre di mercato?
"Con Kuznik siamo già d’accordo per quanto concerne la parte economica. Lui però ci ha chiesto ancora dieci giorni prima di porre la firma definitiva sul contratto, perché vuole valutare le proposte provenienti dalla DEL e dalla Svezia. Anche se le sue intenzioni sono quelle di restare al Fassa
Stiamo ancora valutando se trattenere o meno Bohac e Van Hoof, poiché hanno disputato una parte finale di campionato positiva ed hanno dimostrato serietà e attaccamento. Ma anche in questo caso sarà una decisione da prendere con il nuovo coach.
Laurila, invece, è ritornato in Finlandia dove giocherà con i Pelicans (SM-LIIGA), la sua vecchia squadra. Non saranno riconfermati Russel e Deschatelets, mentre per Jensen è ancora tutto da decidere. Credo tuttavia che cercheremo un estremo di qualità a difesa della gabbia.
Di certo posso dirti che punteremo a stranieri maturi e collaudati. Che non siano delle promesse o scommesse bensì delle certezze, perché è di questo che abbiamo bisogno.
Mi par di capire che i propositi siano di disputare un torneo di medio-alta classifica.
Noi partiamo sempre con la speranza di fare una squadra competitiva. Chiaramente non abbiamo una coperta molto lunga, e per questo finiamo per pagare caro le eventuali defezioni dovute dagli infortuni, come ci è successo quest’anno. I fatti purtroppo hanno dimostrato inequivocabilmente che, nei momenti importanti della stagione, le assenze di Jensen e dei due attaccanti sono state letali. Dobbiamo quindi responsabilizzare maggiormente i giocatori locali e far capire loro che è giunto il momento di prendere per mano la squadra nei momenti di maggiore difficoltà. Ormai sono maturi per farlo e dunque lo esigo".
Vi muoverete anche sul mercato italiano?
"Dobbiamo attendere le decisioni che saranno prese per la prossima stagione in merito al numero dei transfer-card e verso l’apertura a qualche italocanadese, per la quale personalmente sono contrario. Auspico inoltre che i provvedimenti presi abbiano una logica tale che porti del bene al movimento. Solo allora sapremo come muoverci".
Sul tavolo programmatico della neonata Lega delle società quali sono i temi importanti da sviluppare al più presto?
"Io faccio parte della commissione tecnica e posso parlare per quanto stiamo facendo noi. Dobbiamo attendere quello che sarà il numero definitivo delle squadre partecipanti. Non sappiamo se saranno otto, ancora nove oppure dieci. Solo allora potremo definire la formula. Un dato certo è che ci concentreremo soprattutto sui giovani italiani con un progetto, indifferente se gestito dalla Federazione o dalla Lega, che dia loro la possibilità di crescere e di avere un futuro concreto in questo sport".
Presidente, un commento sulla fresca vittoria in campionato del Cortina?
"Il Milano ha dimostrato per tutta la stagione di non essere più quella corazzata che aveva dominato negli ultimi anni. Il Cortina, invece, aveva “fame” e lo ha dimostrato per tutto il torneo. Fondamentale è stato anche il fattore campo. Iniziare la serie con la prima in casa ti da un vantaggio psicologico non indifferente. Gli scoiattoli hanno meritato di vincere perché rappresentano il nuovo che avanza, mentre i meneghini ora dovranno seriamente pensare a svecchiare una squadra che era diventato difficile motivare ancora una volta, nonostante cuore e impegno. Complimenti al Presidente Moser e ai suoi ragazzi".
Flash-back: il resoconto del Primo Memorial Daniele Soraperra
(giorgio pedron) Lo scorso dieci aprile lo “Scola” di Alba di Canazei è stato teatro di un torneo di hockey su ghiaccio tra maestri di sci dedicato alla memoria di Daniele Soraperra, stimato maestro di Canazei scomparso nel maggio dello scorso anno a 35 anni a causa di un tragico incidente sul lavoro.
La sua morte ha lasciato un vuoto tangibile in tutta la comunità dell’alta valle di Fassa che apprezzava le profonde doti umane e di simpatia di Daniele. Convinto salutista e grande appassionato di hockey aveva smesso da appena cinque anni di arbitrare nelle categorie inferiori, causa i troppi impegni di lavoro. Con un passato hockeystico nelle giovanili del Fassa aveva inoltre vinto il Campionato Trentino di sci nel 1982.
Per ricordare nel migliore dei modi la sua figura solare è stata organizzata una giornata all’insegna dello sport, come sarebbe sicuramente piaciuto anche a lui.
Fortemente voluto dai maestri di Canazei e dal fratello Leandro, a sua volta maestro e apprezzato giudice di linea in serie A, il torneo ha chiamato a raccolta le scuole di Ortisei e Selva (Val Gardena), di Corvara (Val Badia), lo snowboard Valle di Fassa-Campitello e Marmolada-Canazei.
Al termine di tredici combattute partite ha portato a casa il trofeo della manifestazione la scuola di Selva val Gardena che in finale ha battuto per 2-1, dopo i tiri di rigore, i padroni di casa del Marmolada-Canazei.
Il trofeo realizzato dal papà del compianto Daniele, lo scultore Andrea Soraperra, è stato consegnato direttamente dalle mani degli stessi genitori del giovane scomparso. Visibilmente commossi, come la compagna Manuela, hanno ringraziato di cuore tutti coloro che hanno preso parte al torneo.
Nel corso della premiazione, durante i discorsi di rito, è stato sottolineato il fatto che questo deve diventare negli anni un appuntamento fisso tra i maestri di sci e non una edizione isolata. Dunque appuntamento all’anno prossimo, al quale tutti hanno già dato la propria adesione.
Magari aumentando il numero delle scuole partecipanti.
Verso Russia 2007: iniziato il conto alla rovescia dei mondiali in programma a Mosca
(daniele amadasi) Il conto alla rovescia per i Mondiali di Gruppo "A" edzione 2007 in programma a Mosca è iniziato. Sedici nazionali, suddivise in quattro gironi (Italia, Lettonia, Svezia e Svizzera nel Girone "A", Austria, Bielorussia, Cekia e Usa nel Girone "B", Canada, Germania, Norvegia e Slovacchia nel Girone "C", Danimarca, Finlandia, Russia e Ucraina nel Girone "D"), a contendersi il prestiogioso titolo mondiale ed i due non ambiti ultimi posti che valgono la retrocessione in Prima Divisione (da dove sono invece state promosse Francia e Slovenia).
Primo impegno proibitivo per l'Italia sabato 28 aprile alle ore 20.15 locali contro la Svezia; poi nell'ordine Svizzera (lunedì 30 aprile alle ore 16.15) e la Lettonia (mercoledì 2 maggio alle ore 16.15).
Blue Team guidato da coach Mickey Goulet che cercherà di riconfermarsi nell'elite dell'hockey mondiali attraverso la seconda salvezza consecutiva e con il seuguente roster.
Portieri: Andrea Carpano (Pontebba), Günther Hell (Bolzano), Adam Russo (Merano), Jason Muzzatti (Flint Generals, USA)
Difensori: Florian Ramoser (Bolzano), Armin Helfer, Christian Borgatello e Michele Strazzabosco (Milano), Carlo Lorenzi (Alleghe), Carter Trevisani (Södertälje, Svezia), André Signoretti (Herning, Danimarca)
Attaccanti: Flavio Faggioni e Roland Ramoser (Bolzano), Patrick Bona (HC Val Pusteria), Paolo Bustreo (Renon), Luca Ansoldi e Giorgio De Bettin (Cortina), Patrice Lefebvre (Losanna, Svizzera), Mario Chitarroni, Luca Rigoni e Giulio Scandella (Milano), Jonathan Pittis, John Parco (Asiago), Manuel De Toni (Alleghe), Stefano Margoni (Pontebba) e Jason Cirone (Rio Grande Valley Killers Bees, Canada).
Hockey e TV: verso i mondiali di Russia 2007 nel solito deserto dell'informazione televisiva italiana, ma con qualche spiraglio straniero via satellite
(michele de luca) Come oramai da consolidata ed allo stesso tempo sempre più scandalosa abitudine di oscuramente televisivo italiano verso i prossimi mondiali di hockey di Russia 2007 in programma a Mosca dal 17 aprile al 13 maggio, Vi riportiamo di seguito un modo la programmazione televisiva in chiaro via satellite, considerando logicamente i soli canali stranieri.
Quali DSF (satellite Astra 19,2° E: 11523H analogico e 12480 V sr 27500 fec 3/4; sito internet www.dsf.de), OrfSport (satellite Astra 19°2 E: sul canale TW1 12663 H sr 22000 fec 5/6; http://sport.orf.at), SF2 (sul digitale terreste in Alto Adige e canali analogici terrestri nelle zone confinanti della Lombardia con la Svizzera; www.ras.bz.it/it/tv_radio/dvb.htm) e ARD (satellite Astra 19°2 E: 11494H analogico e 11836 H sr 27500 sr 3/4; satellite Hotbird 13°E: 11604H fec 27500 sr 5/6; www.ard.de).
Programmazione televisiva satellite in chiaro (situazione aggiornata al 20 aprile)
27 aprile: ore 14.10 Austria-Usa OrfSport; ore 18.10 Bielorussia - Rep. Ceca DSF e OrfSport.
28 aprile: ore 14.10 Germania-Canada OrfSport e ARD; ore 17.30 highlights di Germania-Canada DSF; ore 18.10 Svezia-Italia e Slovacchia-Norvegia DSF; ore 18.15 Svizzera-Lettonia SF2 .
29 aprile: ore 13.30 highlights di Germania-Canada DSF; ore 14.10 Rep. Ceca-Austria OrfSport; ore 14.10 Rep. Ceca-Austria e Finlandia-Danimarca DSF; ore 18.10 Usa-Bielorussia OrfSport.
30 aprile: ore 14.10 Slovacchia-Germania OrfSport e ARD; ore 18.15 Svizzera-Italia SF2.
1 maggio: ore 14.10 Austria-Bielorussia OrfSport; ore 18.10 Rep. Ceca-Usa OrfSport; ore 18.10 Rep. Ceca-Usa e Finlandia-Russia DSF.
2 maggio: ore 14.10 Norvegia-Germania ARD; ore 18.10 Canada-Slovacchia OrfSport; ore 18.15 Svezia-Svizzera SF2.
3 maggio: ore 18.10 girone intermedio DSF.
4 maggio: ore 14:10 girone intermedio (4b-4c) OrfSport; ore 18.30 girone intermedio DSF.
5 maggio: ore 17.30 highlights girone intermedio con la Germania DSF; ore 18.10 girone intermedio DSF.
6 maggio: ore 10.15 girone intermedio (4a-4b) OrfSport; ore 13.30 highlights girone intermedio con la Germania DSF; ore 14.10 girone intermedio DSF.
7 maggio: ore 10.15 girone intermedio (4b-4d) OrfSport.
8 maggio: ore 20.15 Highlights OrfSport .
9 maggio: ore 18.10 quarto di finale DSF.
10 maggio: ore 18.10 quarto di finale DSF.
12 maggio: ore 13.10 prima semifinale DSF; ore 18.30 seconda semifinale DSF.
13 maggio: ore 20.15 sintesi della finale DSF.
Hockey e medicina: intervista a Silvio Boër, medico dell'HC Valpellice
(alberto corsani) Lo juventino Pavel Nedved, a 34 anni suonati, continua a imperversare e trasudare vigoria fisica, nonostante botte e calcioni ricevuti in tanti anni di carriera.
Non c’entra per caso con il fatto che da ragazzo giocava a hockey?
Lo chiediamo a Silvio Boër, medico della Valpe, ortopedico e odontoiatra (nell’hockey torna utile anche questo !, ndr).
"Certo a Nedved la preparazione giovanile di tipo hockeystico avrà giovato per quanto riguarda la durezza la propriocettività e la completezza della motricità che solo l’hockey, in quanto sport che richiede di associare equilibrio, fiato forza e velocità + intelligenza e riflessi pronti e rapidi, può darti, ma solo restando nell’hockey avrebbe potuto continuare oltre la soglia dei 40 a livello elevato professionistico. Mettete un hockeista e un calciatore a 40 anni ad attraversare in velocità il terreno di gioco e vedrete che mentre il primo, se è un grande pattinatore, viaggia a 70Km orari sul ghiaccio senza problemi, il calciatore a metà campo avrà vomitato anche l’anima".
Quali sono allora i parametri più importanti dai quali risulta la predisposizione di un giocatore di hockey "destinato a durare"? Fiato, mantenimento o logoramento della muscolatura, dei legamenti, capacità di ripresa nelle fasi più serrate dei campionati?
"Per il fiato abbiamo in gioco due caratteristiche. Una legata alle capacità individuali che ci fornisce Madre natura e l’altra legata allo stile di vita: fumo, quota, patologie polmonari (leggi asma, bronchiti croniche, allergie). Per quanto riguarda muscoli e tendini, nell’hockey sono frequenti gli strappi e le tendiniti. Per l’articolazione della spalla viene interessata la cuffia dei rotatori soprattutto con l’impiego delle nuove stecche in fibra, legate al gesto atletico e alla potenza. Nella coscia invece gli adduttori sono quelli che risentono di più; per questo vedete i giocatori che nel riscaldamento fanno molti esercizi di stretching. Le tendiniti e gli strappi sono patologie tipiche del giocatore adulto e si sviluppa la capacità di prevenirle con l’allenamento e un corretto gesto atletico nonché con la scelta di attrezzatura adeguata al proprio fisico".
Diceva Vezio Sacratini nella prima puntata, a gennaio, di queste interviste, alla sua età, e già da vari anni, ciò che è più difficile è trovare condizione alla fine dell’estate, cioè trovarsi pronto quando inizia la preparazione della squadra (diciamo fine agosto): ogni anno è un po’ più dura, poi, avviata la stagione, va bene. Il giocatore anziano è come un diesel?
"Inutile cercare altrove: sta tutto lì, in una disarmante semplicità, il segreto della longevità di un atleta. Guardate Marco Olmo, il runner piemontese che figura in testa alle classifiche delle ultramaratone più dure del mondo. Cinquantanove anni il prossimo autunno, niente additivi, acqua al posto di integratori e bevande isotoniche. Cibi vegetariani della tradizione montanara invece di pasti ipercalorici e diete energetiche. Niente farmaci. Nessuna tabella di allenamento. Solo buon senso e l’esperienza. E poi ostinazione e tenacia. E fatica, tanta fatica, tutti i giorni. È chiaro comunque che adeguati programmi di preparazione atletica e una dieta con un buon preparatore atletico possono essere di grande aiuto".
In caso di infortuni da trauma, oltre una certa età sarà più difficile la ripresa?E la struttura?
"40 anni o 20 anni non fanno una grande differenza nel processo di guarigione di infortuni anche seri. Certo la struttura fisica può contare in alcuni tipi di traumi e normalmente una struttura massiccia previene da infortuni più gravi nei contrasti e in balaustra".
In definitiva il giocatore di hockey è un atleta costruito in maniera più completa di altri? C’è un rapporto con la «durata» della carriera?
"Basta guardare il fisico dei giocatori di hockey per capire quanto sia completo e armonico per lo sviluppo del fisico questo fantastico sport. Inoltre la continua ricerca dell’equilibrio sul ghiaccio, la velocità e la potenza migliorano la motricità del fisico sia nel giovane sia nel giocatore diciamo anziano".
In che modo, con la tecnica, si può ovviare all’età, penso in particolare al modo di pattinare?
"Tutti i giocatori avanti con gli anni che ammiriamo in pista sono chiaramente dotati di grande tecnica: quando poi vengono chiamati a militare in divisioni minori il divario tecnico è tale che essi sono in grado di fare la differenza in molte situazioni. Il pericolo è che psicologicamente destabilizzino l’equilibrio di un gruppo se non si amalgamano bene con i più giovani elementi della squadra. È in questo caso che conta la figura del coach".
Speciale interviste: parola ad Alexander Hofer - di Daniele Amadasi
Alexander Hofer, sales manager di 36 anni, felicemente sposato con Barbara, padre di due bambini, Maximilian di sette anni e Johanna di cinque, amante della vita serena e tranquilla, della vela, dell’hockey su ghiaccio e con un legame forte con tutti i giocatori che hanno militato per l’HC Appiano Pirats, club di Serie “A2” di cui è il Presidente. Lo abbiamo intervistato per voi, all’indomani della finale scudetto di Serie “A1” che ha sancito la conclusione dei campionati nazionali edizione 2006-2007.
Presidente Hofer, della neonata Lega Italiana Hockey Ghiaccio lei è stato senza dubbio uno dei principali promotori e sostenitori, ricopre la carica di Vice-Presidente della LIHG e quindi chi meglio di lei può spiegarci l’importanza di avere una Lega Hockey Ghiaccio?
"Attraverso la Lega Hockey pensiamo di poter finalmente affrontare e risolvere quei problemi di una medesima natura che riguardano e coinvolgono i club di hockey su ghiaccio attraverso interessi comuni che indicano a loro volta la strada da percorrere. Tutto questo perché finalmente sono maturati i tempi in cui la qualità comunicativa tra le varie società ha fatto la differenza e superato quegli ostacoli che si trovavano nelle riunioni dei diversi comitati federali.
Con la Lega Hockey della quale il Dott. Alvise Di Canossa da un lato è Presidente e dall’altro è la garanzia di un ampio progetto che coinvolge tutte le realtà di Serie “A1” ed “A2”, dalle più grandi alle piccole, si riuscirà a disciplinare una certa attività di programmazione, che mediante mirati gruppi di lavoro potrà affrontare intensamente le varie problematiche ad oggi irrisolte cercando di conseguenza soluzioni realmente fattibili. Tutto ciò quale aiuto al lavoro svolto dalla Fisg e quale sprono ai suoi dirigenti per una sempre crescente miglioria in termini qualitativi e professionali.
Da parte nostra invece dovremo appropriarci della cosiddetta cultura del dialogo, perché le critiche costruttive devono rappresentare uno spunto di miglioramento per il nostro operato e non innescare antichi dissidi, che viceversa dovranno essere solo un passato ricordo".
Dopo i primi mesi di attività didattica e preparatoria, per la Lega Hockey è arrivato il momento di affilare i pattini e scendere in pista per l’organizzazione della prossima stagione. Cosa avete in programma lei, il Presidente Alvise Di Canossa e tutto il Direttivo?
"Innanzitutto è importante rendere noto che per mettere in moto la Lega Hockey abbiamo dovuto superare delle barriere burocratiche di legittimazione dinanzi al Coni; dopodichè ci siamo messi subito al lavoro, prefissandoci obiettivi e relative mansioni. Progredire e crescere passo dopo passo è il nostro intento, il tutto senza bruciare le tappe e senza portare avanti cose non reali e difficilmente ottenibili. Perciò ad oggi oltre al ridisegno della prossima stagione di “A1” e “A2” con
l’immediato avvio delle iscrizioni ai vari campionati e la presentare in tempi brevi dei relativi calendari agonistici in tempi brevi, abbiamo messo al primo posto diverse azioni in ambito di commissione tecnica da presentare poi alla Fisg e la promozione del marchio hockey attraverso una vera e propria campagna di marketing".
Lega Hockey e Federghiaccio. Dove può arrivare e cosa può fare in più la Lega rispetto alla Federazione a livello di sviluppo del movimento, di organizzazione dei campionati e di gestione manageriale del prodotto hockey?
"La LIHG è costituita dalle società e di conseguenza da persone che conoscono in maniera diretta le del movimento hockey e quindi più consone ad una promozione dell’intero movimento, sempre però in simbiosi con la Fisg, con la quale di sicuro non siamo in concorrenza, ma bensì un aiuto ed uno strumento per avere anche maggiore credibilità e sostegno a livello internazione, tra i vari comitati e federazioni, IIHF inclusa logicamente.
Tutto questo con l’intento di incrementare il pubblico ed il seguito dell’hockey su ghiaccio italiano, anche grazie all’apporto importantissimo della Nazionale, che dovrà essere sempre e più gestita in maniera professionale; avere la Nazionale Italiana in Gruppo “A”è una vetrina fondamentale per il nostro hockey e per riuscirci oltre all’apporto del cuore e dell’anima dei nostri giocatori occorre la creazione della professione di “giocatore di hockey ghiaccio”; ruolo che dovrà avere il giocatore nostrano in primo piano, attraverso un definitivo salto di qualità realizzato con l`integrazione di quei giocatori oriundi di livello tale da poter realmente contribuire alla crescita del nostro intero movimento".
Radio e TV: quest’anno la Fisg ha investito nel settore della comunicazione, oltre centomila €uro, destinati per un quarto al prodotto radiofonico e per tre quarti a quello di Sky. Cosa ne pensa?
"Ammettendo che la comunicazione non è il mio piatto forte e che all’interno della LIHG ci sarà una apposita commissione che si occuperà di questo, posso dire che dovremmo investire contemporaneamente su due diverse piste. La prima è quella di incentivare la gente a venire allo stadio e di coinvolgerla allo stesso tempo a fare da naturale testimonial di un hockey che negli ultimi anni è cresciuto notevolmente, ma che stenta ancora nell’immagine pubblica per via di un retaggio figlio di tempi passati.
La seconda pista di comunicazione è senza dubbio quella radio-televisiva. Personalmente le radiocronache del pool di “Tutto l’hockey minuto per minuto” mi piacciono perché danno la sensazione all’ascoltatore di assistere dal vivo le partite e perché i radiocronisti sono veramente preparati. Unico neo che vedo è che le radiocronache “toccano” al momento solo gli appassionati puri e quindi necessitiamo (anche con l’aiuto della commissione di comunicazione LIHG) di coinvolgere altre realtà dove il vero interesse per l’hockey deve ancora crescere.
Per quanto concerne infine le trasmissioni TV devo dire che sono ancora modeste ed in tal senso bisogna elaborare una strategia più proficua".
Tornando alla Lega Hockey arriviamo a parlare di Serie “A1” ed “A2”, degli attuali diciotto club che ne fanno parte e del fatto di poterli quanto prima incrementare a venti. In che maniera?
"Bella domanda. Come ho già espresso prima dobbiamo assolutamente fare un passo alla volta, soprattutto perché in Italia troppe realtà hockeystiche sono spuntati come funghi e poi si sono sparite nel breve volgere di una sola o due stagioni.
In passato troppe deroghe non hanno di certo aiutato il movimento, anzi, hanno contribuito ad una perdita di credibilità; personalmente sono assolutamente favorevole alla crescita, però alla base di questo deve esserci un programma serio e mirato.
Secondo il coach tedesco Hans Hach “nell’hockey tutto è possibile”, e penso che questo detto possa valere anche per la nostra realtà, anche se la crescita del movimento italiano è strettamente legata al numero di giocatori e ad oggi ci sono troppi pochi giocatori di scuola italiano sul mercato per ampliare adeguatamente i roster dei vari club, partendo da un minimo di tre linee per arrivare al completo con quattro linee sul ghiaccio.
Il vero problema come già descritto è realizzare la figura professionale del giocatori di hockey, perché ad oggi tra “A1” ed “A2” abbiamo giocatori professionisti, semi-professionisti e semi-dilettanti. La crescita del nostro movimento passa obbligatoriamente dal fatto di poter essere in grado di stipendiare il giocatore, investendo in una carriera di hockeista e dandogli prospettive per il futuro, senza che si vada avanti con soli giocatori dal doppio-lavoro, provenienti da famiglie benestanti e senza problemi finanziari o con studenti universitari che si pagano la singola giornata giocando ad hockey".
Restando in ottica futura e di prossima stagione, ma partendo dal campionato appena concluso e cambiandola di veste da Vice Presidente della Lega e Presidente di club, cosa ci può dire e svelare in anteprima del suo HC Appiano Pirats?
"Per l’Appiano la stagione 2006-‘07 è stata molto altalenante, nel senso che ci è mancata la continuità per primeggiare; a partite esaltanti seguivano esibizioni opache, che hanno coinvolto anche giocatori di prima fascia come quali Kelleher, Cavanagh, Andersson, Neufeld, Palmiscno, Klaus Hofer ed Eisenstecken. L’armonia nello spogliatoio è stato eccellente, ma quello che ci è mancato sono stati erano i veri leader che devi avere in squadra quando vuoi per osare di più.
Su questa questione dobbiamo ancora lavorare, ci siamo già guardati attorno e tra poco avremo già pronto il roster per la prossima stagione, attraverso le prime conferme ed i nuovi arrivi di HC Appiano Pirats Internorm versione 2007-’08 che già mi convince e piace".
Augurandole infine di ottenere il meglio per l’intero movimento dell’hockey italiano dalle attività da lei svolte per il nostro amato sport, le chiediamo quale domanda si sarebbe voluta sentire fare e quindi rispondere e che invece non le abbiamo fatto?
"Sinceramente vorrei ringraziare Voi di TuttoHockey.com per l’ottima collaborazione ed informazione che fate, pregandovi di continuare a sostenere il nostro movimento anche in futuro.
Per il resto di domande in cerca di risposte ne avrei altre si, del tipo come saremo in grado di partecipare alle prossime olimpiade di Vancouver? Oppure se saremo capaci di creare il professionismo nell’hockey ghiaccio italiano per i futuri giovani? O ancora se il nostro sport potrà risultare a breve uno dei più seguiti in Italia? O per finire se potremo un domani esportare giocatori in DEL ed in NHL? Domande insomma dalle grandi ambizioni, alle quali lavoriamo per dare, insieme a quesiti più semplici, delle risposte."
Grazie a Lei Presidente Hofer per l'intervista concessaci ed i contenuti interessanti dei progetti di promozione e sviluppo del nostro amato hockey su ghiaccio.
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Qui Italia: dopo la sconfitta di Cortina arriva anche quella di Trento contro la Bielorussia, ma per lo meno il Blue Team (risultati dei test matches a parte) è in crescita
Italia - Bielorussia 1-3 (1-1; 0-0; 0-2); marcatori: 07’52” Faggioni 1-0, 18’21” Antonenko 1-1; 49’54” Borokov 1-2, 57’38” Kukushkin 1-3.
(michele de luca) Trento – Seconda partita contro la Bielorussia e seconda sconfitta per gli azzurri. Dopo l’1-4 rimediato allo stadio di Cortina d’Ampezzo (unica rete azzurra di Bustreo), gli azzurri si sono presentati al palaghiaccio del capoluogo trentino, peraltro con una cornice di pubblico che ha apprezzato la partita e certamente più numerosa rispetto al match contro il Giappone di martedì, con una formazione nella quale hanno debuttato svariati protagonisti della serie finale dei play-off, Helfer, Borgatello, Strazzabosco, Rigoni, Ansoldi, Scandella, De Bettin oltre a Signoretti.
E l’innesto di questi giocatori ha consentito all’Italia di fare un deciso passo in avanti nell’impostazione di gioco, nella velocità e precisione di tiro, anche se nell’ultimo drittel, con le prime due frazioni giocate a livelli davvero alti, la concentrazione è calata ed i bielorussi sono stati assai razionali e cinici a sfruttare alcuni varchi della difesa italiana dopo aver subito l’iniziale pressione azzurra comunque ottimamente supportati da un egregio Mezin in porta e da una difesa molto attenta. L’incontro è stato certamente un valido banco di prova per gli imminenti mondiali moscoviti, anche se ora rimane a disposizione solo l’amichevole a Copenhagen contro la Danimarca per testare nuovamente schemi e forma. In porta si sono alternati Carpano per i primi due drittel, cui è subentrato Hell nella frazione conclusiva.
I due portieri si sono comportati ottimamente, specie quando hanno avuto la necessaria copertura difensiva e non sono mancati ottimi interventi in situazione di contropiede bielorusso, che si sono rilevati davvero fulminei e, a tratti, irresistibili. Qui, infatti, ci saranno da affinare le tattiche, in particolare per render più ermetica la difesa, e la forma, prima dell’inizio dei mondiali.
E semmai anche evitare taluni falli inutili per evitare di stressarsi in situazioni di continue inferiorità. C’è da dire che il capoarbitro Colcuc nel corso dell’incontro ha lasciato correre fin troppi falli, in particolare nei contatti in balaustra. I bielorussi hanno avuto un atteggiamento a tratti supponente ed irritante, ma non si sono per nulla risparmiati nei contrasti fisici.
Forse fin troppo veementi le proteste per il gol annullato agli ospiti a tre quarti del primo tempo nei confronti del linesman, che aveva in precedenza fischiato un fuorigioco (azione di gioco di contropiede ad ogni modo davvero lineare e pregevole che non aveva lasciato scampo alla difesa italiana).
La sfuriata più grossa l’ha fatta Volkov al 7’ del drittel conclusivo dicendo qualche parola di troppo a Colcuc e beccandosi subito 10’ di penalità.
Fra le fila italiane, incisiva la linea composta da Parco-Ansoldi-Lefevre come pure quella di R. Ramoser-Faggioni-Bustreo. Ma non sono mancati cenni positivi anche dalle linee composte da De Bettin-De Toni-Margoni e Pichler-Pittis-Rigoni. In difesa si sono alternate le coppie Lutz-Trevisani, Trevisani-Strazzabosco, F. Ramoser-Egger e Helfer-Borgatello. Infine un paio di considerazioni sulla squadra bielorussa: veloce, con schemi molto lineari e giocatori fisicamente ben messi, capace di improvvisi scatti in avanti e davvero pericolosa nei contropiedi. Unica rete azzurra nel primo drittel con Faggioni lesto a deviare sottoporta il disco alle spalle di Mezin.
Pareggio in power play (fuori Egger per ostruzione) a poco più di tre minuti dalla fine della prima frazione con una bella azione a firma di Antonenko, che ha duettato con Demagin e non ha lasciato scampo a Carpano. Gli altri due gol ospiti nel drittel finale, dapprima Borokov che infilava un incolpevole Hell, poi addirittura in inferiorità (fuori Erkovich per trattenuta del bastone) con un bel gol di Kukushkin che segnava con un tiro nel 7 alla destra dell’estremo azzurro. Con i nuovi innesti toccherà ora a Goulet e Polloni, oltre a fare gli ultimi tagli, trovare la miglior condizione e tattica per affrontare le partite iridate e, a quanto visto sul ghiaccio delle Ghiaie, pare che si sia imboccata la strada giusta nonostante il risultato maturato sul campo.
Mondiali Under 18: vincendo con l'Austria l'Italia ha chiuso al quarto posto
(comunicato stampa) Nell’ultima giornata del Mondiale Under 18 Divisione I che si è chiuso oggi a Maribor, in Slovenia, l’Italia ha superato l’Austria 4-3 (1-2, 2-1,1-0)terminando così il suo Mondiale al quarto posto nel girone, con due vittorie e tre sconfitte, una delle quali giunta solo ai rigori ad opera della Bielorussia, vincitrice del Mondiale e promossa in Gruppo A.
Alla fine, un quarto posto che non rende pienamente merito ai ragazzi di coach Stefan Mair, capaci di impegnare i forti bielorussi ed i padroni di casa sloveni, oltre a vincere con la Francia e con la sempre temibile Austria, dimostrando anche di saper recuperare da situazioni di svantaggio e di disporre di un buon power-play.
Classifica finale: Bielorussia 14 punti, Slovenia 10, Kazakhstan 8, Italia 7, Austria punti 4 e Francia 2.
Tutti i risultati dell’Italia: Italia-Bielorussia 4-5 dtr, Italia-Kazakhstan 1-6, Italia-Francia 7-2, Italia-Slovenia 3-4 ed Italia-Austria 4-3.
Roster Italia: De Filippo Roia (And.Bernard); Runer, Sullmann, Insam, Faggioni, Bernard Ant.; Oberdorfer, Basso, Wieser, Stampfer, Tutzer; Gander, Ramoser, Stimpfl, Unterkofler, Kostner; Ebner, Larkin, Tessari, Stofner. Coach: Stefan Mair.
Qui Cortina: al via oggi pomeriggio il bagno di folla per i neo Campioni d'Italia
(comunicato stampa) Ci sono voluti 32 anni ma lo Scudetto è tornato a Cortina e la Sportivi Ghiaccio è di nuovo Campione d`Italia. Grande festa, dunque, nella conca ampezzana, dove oggi pomeriggio si svolgeranno i festeggiamenti ufficiali. Alle ore 16.00 la squadra neo scudettata verrà ricevuta in Municipio dal sindaco Giacobbi per poi spostarsi di pochi metri per la premiazione che verrà effettuata nella Conchiglia di Piazza Venezia come già avvenuto due anni fa dopo aver conseguito il secondo posto in Campionato. Tutti i tifosi sono invitati successivamente al Palavolkswagen dove la squadra si sposterà per proseguire la festa ed il conseguente quanto meritato bagno di folla.

Qui Italia: dopo la seconda amichevole con il Giappone, si pensa al doppio test-match contro la Bielorussia di stasera a Cortina e di sabato a Trento
Italia-Giappone 3-2 (1-0; 1-1; 1-1) Marcatori: 16’56” Lorenzi, 21’50” Yule, 39’44” Ramoser, 41’12” Parco, 45’43” Suzuki
(michele de luca) Trento - Prima amichevole al palaghiaccio di via Fersina dopo gli allenamenti e le partite alla Meranarena. Vittoria per un gol di scarto ma sul ghiaccio di Trento gli azzurri non hanno certo brillato, anzi. Nel roster azzurro compaiono i nomi di Florian Ramoser, Trevisani, Lorenzi, Manuel De Toni e Thomas Pichler. Sarà forse per una certa sottovalutazione degli avversari, o vuoi per qualche fetta di colomba pasquale di troppo, ma la partita, almeno fino a metà del secondo tempo, è stata spesso in mano ai nipponici che, se non fosse stato per una serie di ottime parate di Carpano e per una serie di svarioni ed imprecisioni degli avanti ospiti, avrebbero potuto condurre almeno per 4/5 reti. E non ci sarebbe stato nulla da recriminare. Almeno la notizia positiva è per l’estremo trentino-pontebbano, che potrebbe aver già staccato il biglietto per Mosca assieme al collega meranese Russo, parimenti molto efficace e pronto a mettere il guantone al posto giusto nei momenti più infuocati.
Ma la prestazione del team italiano ha lasciato, a tratti, molto, ma molto a desiderare in termini di precisione di schemi, di difesa, di troppi falli, alcuni davvero inutili (ed il capoarbitro Lottaroli ne ha lasciato correre altri che ai mondiali te li fischierebbero subito) e di un’estrema difficoltà ad andare a rete. All’inizio del secondo drittel l’Italia si è anche trovata prima per 1’26” e quasi subito dopo per 1’15” in doppia inferiorità numerica, situazioni che costano fatica e concentrazione.
Solo nella seconda metà della partita c’è stato un progressivo crescendo degli azzurri, che hanno cominciato a prendere con decisione in mano le redini del gioco ed a mettere sotto pressione l’estremo ospite Haruna. Circa le reti, pur con un primo drittel molto sottotono, sono gli azzurri ad andare in vantaggio in inferiorità numerica con Lorenzi, lesto a concretizzare un buon passaggio dalla blu di Faggioni. Ma il pareggio ospite arriva dopo neanche due minuti del secondo drittel, con Yule abile a gettare il disco alle spalle di Carpano su assist di Umura.
Gli azzurri riprendono il vantaggio a 16” dal termine in power play grazie alla rete di Roland Ramoser, che raccoglie un tiro rasoghiaccio di Trevisani. Allungo azzurro a poco più di un minuto dall’inizio dell’ultimo drittel in superiorità con la rete di Parco, che supera l’estremo ospite raccogliendo un perfetto tiro di Lefevre. Al 6’ secondo gol giapponese con Suzuki, contestato dalla difesa azzurra che riteneva che il disco non avesse oltrepassato la linea, ma Lottaroli non ha avuto esitazioni e concedeva la marcatura. Ad 1’03” dal termine time out ospite, il Giappone tenta la carta del sesto uomo di movimento, ma gli azzurri difendono a denti stretti il minimo vantaggio ed escono dal ghiaccio fra gli applausi del pubblico presente.
Ma dobbiamo tenere conto in conclusione che il Giappone non sarà come la Svezia, e nemmeno come la Svizzera e la Lettonia, avversarie degli azzurri a Mosca nel girone preliminare.
Per Goulet e Polloni si tratta ora di curare quanto prima l’amalgama della squadra, anche perché poi a breve arriveranno alcuni reduci della serie finale per lo scudetto.
Un banco di prova ben più impegnativo si presenterà il 12 aprile a Cortina ed il 14 nuovamente a Trento, quando l’Italia affronterà la Bielorussia. Sarà un po’ la “prova del 9” per vedere se si sarà rimediato in fretta a quanto fatto vedere contro il Giappone.
A proposito dei nipponici allenati da Mark Mahon, c’è da dire che quanto visto finora, a parte la buona volontà ed una certa velocità di manovra, ciò potrebbe non essere sufficiente per poter prevalere nel mondiale di prima divisione in programma dalla prossima domenica a Lubiana con i padroni di casa gran favoriti.
Una piccola annotazione sul palaghiaccio di Trento: forse sarebbe opportuno intervenire quanto prima sul sistema di amplificazione: a differenza della musica, quanto veniva detto dallo speaker era, di fatto, quasi del tutto incomprensibile.
Qui Serie "A1": dopo 32 anni la Sportivi Ghiaccio Cortina è Campione d'Italia
(daniele amadasi) Vincendo all'overtime la gara-4 della finale scudetto con il sudden-death gol del 27.enne attaccante canadese Kenny Corupe, la Sportivi Ghiaccio Cortina chiude la serie play-offs contro il Milano a proprio favore per 3-1 e si aggiudica il titolo di Campione d'Italia edizione 2006-2007.
Scudetto numero 16 in casa ampezzana, a 32 anni di distanza dall'ultimo campionato vinto, che risaliva alla stagione 1974-1975. Per il Milano invece un secondo posto che chiude un ciclo di sette anni caratterizzato dalla disputa di altrettanti finali scudetto e da cinque titoli consecutivi (2002-2006).

Tabellino Marcatori e Formazioni di gara-4
Milano-Cortina 2-3 dts (0-0; 0-1; 2-1; 0-1)
Marcatori: 24'33" Corupe 0-1 in 4vs5; 46'36" Lysak (Evans e Savoia) 1-1 in 5vs4, 49'35" De Bettin (Chelodi e Ansoldi) 1-2; 53'59" Borgatello (Felicetti e Chitarroni) 2-2; 62'59 Corupe 2-3 in 4vs3.
Formazione Milano: Passmore (Della Bella); Melanson-Helfer, Lehtonen-Borgatello, Strazzabosco; Savoia-Evans-Christie, Felicetti-Iannone-Chitarroni, Lysak-Sisca-Rigoni, Mantovani; All.: Insam.
Formazione Cortina: Maund (Canei); Da Corte-Wilde, Dwyer-Smith, Mulick-Marchetti; Corupe-Souza-Deschenes, Ansoldi-De Bettin-Chelodi, Fr,Adami-Narcisi-Alberti, Menardi-Fe.Adami-Giugliano; All.: Gosselin.
Penalità: Milano 16’ (6’ + 0’ + 8’ + 2’) - Cortina 14’ (2’ + 4’ + 8' + 0’)
Arbitri: Cassol, Biacoli e Zatta.
Spettatori: 4'000 circa.
Qui Serie "A1": questa sera la gara-4 della finale scudetto che per il Cortina può rappresentare la vittoria del tricolore a 32 anni di distanza dall'ultimo successo
(daniele amadasi) Milano per andare allo spareggio di gara-5, Cortina per cucirsi dopo 32 anni il tricolore sul petto. Questi i diversi motivi collegati alle possibili vittorie per milanesi ed ampezzani nella gara-4 di finale scudetto in programma questa sera alle ore 20.30 in un Agorà che presenterà il tutto esurito.
Gara-4 che vale per il Cortina come suo primo match-point considerando il suo vantaggio nella serie per 2-1, mentre per il Milano privo dello squalificato Scandella e con Lysak in forte dubbio rappresenterà l'ultima spiaggia, prima di un definitiva e prematura alzata di bandiera bianca, anche se in casa rossoblù vantaggio del pubblico a favore si spera di mantenere l'andamento di questa serie finale scudetto che ad oggi ha visto sempre successi casalinghi.
Cabala a parte il match di questa sera si preannnuncia ricco di spettacolo ed al quanto bollente per il clima di tifo dei 4'000 dell'Agorà e per quello che ci sarà sul ghiaccio tra i protagnisti.
Compito non facile sarà quindi anche per la terna arbitrale (costituita da Colcuc, Biacoli e Zatta), che dovrà essere capace sin dal primo minuto di tenere in mano la partita attraverso un metro di giudizio e nelle chiamate costante nel corso di tutta la serata.
Diretta integrale di Milano-Cortina a partire dalle ore 20.20 attarverso il pool radiofonico di "Tutto l'hockey minuto per minuto".
Qui Serie “A1”: Cortina-Milano 4-3 e per gli ampezzani, tra le immancabili polemiche, è match-point scudetto a partire dalla gara-4 della serie in programma martedì sera all’Agorà di Milano
(daniele amadasi) Cortina-Milano 4-3 (1-0; 2-2; 1-1) con la decisiva rete ampezzana siglata a soli 25 secondi dalla sirena che vale per gli scoiattoli biancocelesti il primo match-point scudetto.
In un Olimpico esaurito in ogni ordine di posto il Cortina sembra archiviare la gara-3 della serie finale play-offs a proprio favore già dopo 27 minuti quanto realizza la rete del momentaneo 3-0 con Corupe in superiorità numerica e dopo i gol di Wilde e Souza (regolarmente sul ghiaccio) arrivati anch'essi in situazione di power play.
I Milano Vipers però non ci stanno ad ammainare così facilmente la propria bandiera bianca e rete dopo rete con Helfer in superiortà numerica, con Savoia e con Evans ottengono il pareggio del 3-3 a sei minuti dal termine.
Si arriva così all’ultimo minuto di gara con gli overtime alle porte ma con una penalità alquanto dubbia da 2 minuti data a Scandella del Milano (sufficiente comunque nel complesso la direzione di gara della terna arbitrale Colcuc-C.Gamper-Soraperra). Occasione troppo ghiotta per il Cortina da farsi sfuggire e così in power play arriva il quarto gol ampezzano con Deschenes.
Per il Milano non c’è più tempo per reagire e tra le polemiche di casa rossoblù (penalità finali 12 minuti in casa ampezzana, 28 in quella meneghina), come avvenuto dopo in gara-1 e gara-3 (per non citare gara-2 dove entrambi i contendenti si erano lamentati della terna arbitrale), si archivia il terzo atto della finale scudetto, che dopo i due giorni di festa Pasquale (auguri a tutti, ndr) proporrà martedì sera all’Agorà di Milano la gara-4.
Tabellino Marcatori e Formazioni
Cortina-Milano 4-3 (1-0; 2-2; 1-1); marcatori: 17'11" Wilde 1-0 in 5vs4; 24'10" Souza (Corupe) 2-0 in 5vs3; 27'22" Corupe (Dwyer) 3-0 in 5vs4;
27'57" Helfer (Felicetti) 3-1, 39'09" Savoia (Strazzabosco e Christie) 3-2; 54'41" Evans 3-3 in 5vs4; 59.35 Deschenes 4-3 in 5vs4.
Cortina: Maund (Canei); Da Corte-Wilde, Dwyer-Mulick, Marchetti; Corupe-Souza-Deschenes, Ansoldi-De Bettin-Chelodi, Fr.Adami-Narcisi-Alberti, Menardi, Fe.Adami, Giugliano. All.: Gosselin
Milano: Passmore (Della Bella); Helfer-Borgatello, Lehtonen-Strazzabosco; Savoia-Christie-Evans, Chitarroni-Felicetti-Scandella, Lysak-Sisca-Rigoni, Iannone, Mantovani, Meneghetti. All.: Insam.
Qui Serie "A1": questa sera alle ore 20.45 all'Olimpico di Cortina la gara-3 della finale scudetto
(daniele amadasi) Con inizio alle ore 20.45 (diretta radio però attraverso il pool di "Tutto l'hockey minuto per minuto a partire dalle ore 20.30) si giocherà questa sera all'Olimpico la gara-3 della finale scudetto tra i padroni di casa del Cortina ed il Milano. Partita che darà per la vincente il primo match-point considerando che la serie attualmente in parità 1-1 si gioca al meglio delle tre gare su cinque. Assenti sicuri gli squalificati Smith del Cortina e Melanson nel Milano, mentre sempre nella fila ampezzane è in dubbio la presenza dell'americano Souza. Dirigerà la gara la terna arbitrale guidata da Colcuc con C.Gamper e Soraperra suoi assistenti.
Qui Italia: dopo il successo con il Giappone nel secondo test-match arriva la sconfitta contro la Danimarca
Italia-Danimarca 3-4 (1-3; 1-1; 1-0); marcatori: 7’42” Boedker, 9’10” Faggioni, 13’05” Dresler, 16’51”Hardt, 27’35” Dresler, 34’15” De Biasio, 52’50” Rizzo
(michele de luca) - Merano. Seconda amichevole alla Meranarena, ma questa volta è uscita dal ghiaccio vincente la Danimarca dopo un incontro giocato davanti ad un discreto numero di spettatori e ad un livello decisamente più alto rispetto alla partita giocata due giorni prima col Giappone. I danesi, che non bisogna dimenticare che ci rifilarono un secco 0-5 agli ultimi mondiali nel girone di relegazione, si sono dimostrati squadra veloce, con schemi molto lineari e collaudati e fisicamente più dotati e tonici degli azzurri. A tratti i rossi di Mike Sirant sono parsi del tutto padroni del campo con gli azzurri dell’altro Mike, cioè Goulet, che faticavano ad uscire dal proprio terzo. In porta è sceso in campo per primo Baur che non è parso molto sicuro, complici anche alcune leggerezze della difesa, che lo hanno lasciato solo contro gli avanti danesi che non li hanno lasciato scampo.
Tra l’altro anche l’estremo Hirsch nella prima parte del match ha parato davvero bene neutralizzando diverse buone occasioni dell’Italia. Ben meglio si è comportato il goalie Adam Russo, fresco campione di A2 proprio col Merano, che è subentrato al 28’47” e che ha dato l’impressione di essere alquanto in forma giocando con sicurezza e con interventi di pregio, tanto da dare maggior sicurezza al reparto difensivo e lanciando al recupero, poi non riuscito, gli avanti azzurri. Da aggiungere che l’arbitro Pianezze verso la fine dell’incontro ha lasciato correre quale rudezza in balaustra di troppo, episodi che, seppur dettati da una marcata fisicità del gioco nella seconda parte dell’incontro, ai mondiali, per ambedue i team s’intende, verrebbero subito fischiati.
In campo l’Italia si è schierata con il roster che vedeva il difensore Alexander Egger e l’attaccante Nicola Fontanive prendere il posto degli avanti Brian Belcastro e Patrick Lefevre (il contributo di quest’ultimo oggi è parso mancare). La partita viene quasi subito interrotta al 2’15” per un quarto d’ora a causa della rottura di una lastra di plexiglas prontamente sostituita. Gli azzurri paiono un po’ in difficoltà, forse hanno ancora nelle gambe il ritmo più basso della partita contro i nipponici. Con Rainer fuori per ostruzione, la Danimarca si porta avanti in power play con una potente staffilata dalla linea blu di Boedker servito ottimamente da Regin. Pareggiano dopo neanche 2 minuti gli azzurri con un bel gol di Faggioni che non lascia scampo a Hirsch. Dopo altri 2 minuti nuovo vantaggio danese con Dresler, che, smarcato, sfrutta un perfetto passaggio dall’angolo della balaustra di Smidt per fulminare Baur. Arriva poi la terza rete biancorossa con Hardt, anche lui lasciato tranquillo dalla difesa azzurra, che è lesto a sfruttar un corto passaggio del solito Smidt. L’Italia sbanda un po’ mentre i danesi sono sempre molto pronti al tiro da ogni posizione. Nel secondo drittel ulteriore allungo con un tiro in diagonale di Dresler, servito da Hardt. Gli azzurri non ci stanno, prima Bona in contropiede a tu per tu con Hirsch manda il puck alto sopra la traversa, poi l’Italia chiude gli spazi ai danesi ed accelera il ritmo e trova il secondo gol in 4-4 con una bella azione impostata da Margoni che effettua un retropassaggio a De Biasio che appena dopo la linea blu tira ed infila Hirsch. Nell’ultimo terzo l’Italia cerca di agguantare il pareggio, complice il calo dei danesi, ma con una manovra a tratti lenta e non pulita.
A circa 7’ dalla fine terza marcatura azzurra con Rizzo che riceve un passaggio dalla balautra di Andergassen e infila nel 7 alla sinistra di Hirsch.
Il time-out a 36” dalla fine chiamato dalla panchina italiana non porta i frutti sperati, anzi solo un paio di recuperi in extremis dei difensori fanno sì che il risultato non diventi più rotondo per i danesi.
Dunque un’Italia sperimentale e giovane che ha incontrato una squadra più robusta e solida di quella nipponica e che non ha certo sfigurato, anzi.
Di certo maggiore velocità, difesa più attenta, meno falli e schemi più solidi devono ancora essere raggiunti per affrontare ben preparati il difficile mondiale in terra russa. Le prossime amichevoli ci diranno se la squadra di Goulet sarà sulla strada giusta.
Qui Serie "A1": gara-2 al Milano che supera 4-2 il Cortina e pareggia la serie; domani sera gara-3 all'Olimpico
(daniele amadasi) Orgoglio rossoblù nella gara-2 della Serie finale scudetto, con il Milano Vipers che fa la sua partita con il Cortina per 4-2 (1-1, 3-0, 0-1) al termine di sessanta minuti spettacolari ed intensi in un autentico ma sano scontro sportivo ed agonistico.
Privi dello squalificato capitano Chitarroni, con Passmore soffernte ma regolarmente tra i pali, con Lysak infortunato ma forzatamente sul ghiaccio per la causa di squadra, con due linee offensive su tre rivoluzionate per esigenze tecniche e sotto di una rete dopo dodici minuti di gioco, la banda milanese di coach Adolf Insam sorretta dai quasi 4'000 spettatori dell'Agorà e trascinata dal duo Savoia-Scandella paraggia la serie finale con una prestazione maiuscolta da libro cuore, rossoblù logicamente, incorniciata da due marcature siglate in situazione di inferiorità numerica.
Per il Cortina invece occasione del colpaccio esterno e ritorno a casa con Souza infortunato (per un taglio alla fronte dopo una caduta accidentale suseguente per giunta ad un suo fallo, ndr) e con una pressione ribaltata da una inerzia che dice ad ora più che Milano e che obbliga domani sera il Cortina a vincere assolutamente gara-3 perchè violare il fortino dell'Agorà è una impresa assai ardua.
Gara-2 di finale che oltre allo spettacolo sul ghiaccio e sulle tribune, ha visto protagonisti negativi in fase di body-checker con Melanson sul fronte Milano e Deschenes in quello Cortina autori di assurde cariche quantomai scorrette e di fighter, con Melanson e Smith impegnati in uno scontro puglistico stile film nordamericano e puniti con la classica penalità partita 5'+20'.
Gara maschia, dura ed a volte anche scorretta, per via tra l'altro di una direzione di gara assolutamente insufficiente della terna guidata da Lottaroli e con D.Gamper e Soraperra suoi assistenti, rea di non aver tenuto per tutta la gara un metro di arbitraggio ed una continuità nelle scelte dei falli da punire, con disuniformità nelle decisioni prese e con chiamate a compensazione che hanno solo peggiorato la situazione.
Guardando però il lato positivo di un bicchiere che non va nel limite del possibile e dell'esistenza di una goccia d'acqua mai considerato vuoto, va comunque detto che le scelte arbitrali non hanno assolutamente inciso sull'andamento della gara.
Archiviata gara-2, Cortina e Milano vanno da domani al terzo atto della loro finale scudetto, ridotta a questo punto ad una serie che si giocherà al meglio delel due gare su tre.
Tabellino Marcatori e Formazioni di gara-2
Milano-Cortina 4-2 (1-1, 3-0, 0-1)
Marcatori: 12'38" Corupe (Da Corte-Wilde) 1-0 in 5vs4, 13'10" Lysak (Helfer-Savoia) 1-1 in 4vs5; 23'24" Strazzabosco (Lysak-Lehtonen) 2-1, 28'49" Lehtonen (Evans) 3-1, 38'10" Savoia 4-1 in 4vs5; 59'24" Chelodi(Ansoldi-Marchetti) 4-2 in 5vs4.
HC Milano Vipers: Passmore (Della Bella); Melanson–Helfer, Borgatello–Lehtonen, Strazzabosco; Christie–Evans-Scandella, Felicetti–Lysak–Savoia, Iannone-Sisca-Rigoni, Mantovani e Meneghetti; All.: Insam
SG Cortina: Maund (Alberti); Da Corte–Wilde, Smith-Dwyer, Mulick–Marchetti; Corupe–Souza–Deschenes, De Bettin–Ansoldi–Chelodi, Fr.Adami–Narcisi–F.Alberti, Menardi, Fe.Adami, Giugliano; All.: Gosselin.
Qui Serie "A1": questa sera alle ore 20.30 all'Agorà la gara-2 della finale scudetto tra Milano e Cortina con diretta radiofonica di "Tutto l'hockey minuto per minuto" a partire dalle ore 20.20
(luca centola) Milano per pareggiare la serie, Cortina per ottenere il suo primo match scudetto. Questo il leitmotiv della gara-2 della finale play-offs in programma alle ore 20.30 all'Agorà di Milano, diretta dalla terna arbitrale Fabio Lottaroli, Daniel Gamper e Leandro Soraperra.
Milano che si presenterà quindi sul proprio ghiaccio di casa con l'imperrativo della vittoria, che dovrà andare al di là delle non perfette condizioni fisiche del goalie Steve Passmore e di due pesantissime assenze, quali sono quelle dell'ala della prima linea Brett Lysak per infortunio e del centro della seconda linea e capitano della squadra Mario Chitarroni, fermato con un turno di stop dal giudice sportivo.
Cortina al gran completo invece e privo del solo Luca Zandonella, che al momento attuale nel roster difensivo ampezzano sarebbe risultato il settimo elemente considerando le attuali tre coppie di terzini Da Corte-Wilde, Smith-Dwyer e Mulick–Marchetti.
Tutto pronto quindi per la gara-2 della finale scudetto che se non dal vivo, la potrete seguire in diretta radiofonica a partire dalle ore 20.20 attraverso il pool delle emittenti che fanno capo alla trasmissione "Tutto l'hockey minuto per minuto" con cronaca a cura di Daniele Amadasi e commenti di Andrea Gris e Walter Manni.
Qui Nazionale: esordio vittorioso per gli azzurri nel primo test-match in vista dei mondiali di Russia
Italia-Giappone 5-2 (1-0; 1-1; 3-1); marcatori: 05’41 Oberrauch, 27’25” Faggioni, 36’11” Tanaka, 40’50” Margoni, 49’44” Domeki, 52’53”Oberrauch, 55’44” Pittis.
(michele de luca) Merano - Un’Italia sperimentale priva di alcuni atleti impegnati nella finale della A1 si è imposta alla Meranarena per 5 a 2 contro la formazione asiatica che affronterà a breve il torneo di prima divisione. E’ stata una partita vera, piacevole e che ha divertito il pubblico arrivato a vedere gli azzurri alla prima uscita stagionale nel percorso, che porterà la nazionale in Russia a difendere con i denti la propria permanenza nel gruppa A. Curiosità iniziali: il Giappone che ha salutato il pubblico prima dell’inizio della partita con il classico inchino orientale sorprendendo il pubblico, coach Goulet che s’è accomodato in tribuna lasciando la regia della panchina a Polloni. Gli azzurri sono scesi in campo con queste linee: in attacco i terzetti Ramoser-Parco-Margoni, Oberrauch-Pittis-Bona, Bustreo-Lefevre-Faggioni e Belcastro-Andergassen-Demetz, in difesa con le coppie Hofer-Willeit, Scardoni-Rainer, Debiasio-Lutz. In porta si sono alternati Carpano, apparso alquanto sicuro nei suoi interventi, fino al 32’, poi Hell con una buona prestazione seppur con qualche rebound di troppo. Ambedue gli estremi difensori azzurri se la sono cavata egregiamente dando sicurezza al reparto arretrato della squadra. Ci sarà da lavorare per evitare penalità inutili, cercando di controllare meglio gli avversari nelle pause dell’incontro, e di evitare taluni black-out difensivi che hanno favorito i contropiedi ospiti. La partita, al di là di un certo rallentamento nella seconda parte del secondo drittel, è stata giocata su buoni livelli da ambo le formazioni.
La partita, che per gli azzuri rappresentava una possibilità per rifarsi della sconfitta e del pareggio nelle amichevoli dell’anno scorso, si è caratterizzata per svariate penalità subite dagli azzurri distribuite dal capoarbitro Lottaroli, che hanno così saggiato una direzione arbitrale analoga a quella che troveranno ai mondiali, e qui forse un po’ più di disciplina non guasterebbe, perché non saranno i giapponesi gli avversari a Mosca ma squadre di ben altro calibro a mettere sotto pressione i reparti del team. E’ piaciuto senza dubbio l’impegno profuso dagli azzurri (apprezzato dal pubblico), anche l’impegno in power play (tralasciando la prima superiorità dell’incontro e la prima rete giapponese subita in situazione di power play azzurro) ed in inferiorità numerica, situazione nella quale la nazionale è anche riuscita a segnare l’ultima rete del match. Le reti: la prima segnata da Oberrauch con una sorta di palombella che ha ingannato Haruna, seconda rete propiziata dal “neoazzurro” Lefevre che ha smarcato ottimamente Faggioni, l’accorcio del Giappone grazie ad un fulmineo contropiede concretizzato da Tanaka che non lascia scampo a Hell infilato nel 7 alla sua destra, power play vincente in 5-3 ad inizio del terzo drittel con Oberrauch lesto ad infilare l’estremo ospite da due passi, seconda rete ospite con Domeki, poi ulteriore power play azzurro con Bona bravo da dietro la porta a servire Oberrauch che mette dentro da distanza ravvicinata, ultima rete nuovamente con lo zampino di Lefevre, lesto a pigliare un disco in zona d’attacco e a servire perfettamente Pittis che, di rovescio, ha fatto raccogliere il quinto disco dietro le spalle al portiere Haruna.
Un esordio dunque positivo, l’impostazione data dal duo Goulet-Polloni pare dare già subito i frutti sperati e ciò è un bene perché venerdì gli azzurri incontreranno a Merano la Danimarca, di ben altro spessore rispetto al Giappone.
Qui Nazionale: stasera a Merano il primo dei due test-match in vista dei mondiali
(michele de luca) Senza i nazionali in forza al Milano ed al Cortina, impegnati nella serie della finale scudetto, l'Italia di coach Goulet gioca questa sera a Merano alle ore 20.00 il primo dei due test-match settimanali: avversario sarà il Giappone.
Per venerdì invece e sempre sulla pista della MeranArena alle ore 20.00 sarà il turno della Danimarca. Amichevoli che rientrano nel programma di preparazione in vista dei Mondiali di Gruppo "A" che si svolgeranno dal 27 aprile al 13 maggio a Mosca (città e nel sobborgo di Mytischi), in Russia.
Blue Team inserito nel Girone dei Campioni Olimpici e Mondiali in carica della Svezia, della Lettonia e della Svizzera, alla caccia della seconda consecutiva riconferma nel gotha dell'hockey mondiale
Qui Serie "A1": al Cortina la gara-1 di finale scudetto; domani sera alle ore 20.30 il return match dell'Agorà di Milano
(daniele amadasi) Va al Cortina il primo atto della finale scudetto, che di fronte al proprio pubblico di casa (oltre 2'000 gli spettatori presenti ieri sera all'Olimpico) supera il Milano per 5-2 (1-1, 1-1, 3-0) al termine di un match molto equilibrato per almeno cinquanta minuti e deciso solo negli ultimi 600 secondi di gara.
Cortina avanti quindi per 1-0 nella serie finale contro un Milano che nella serata di ieri oltre all'assenza di Lysak per il noto infortunio al ginocchio ha dovuto nel corso del primo tempo fare a meno del proprio capitano Chitarroni, reo di una gomitata sul labbro di Narcisi e di conseguenza penalizzato con espulsione diretta (5'+20').
Archiviato quindi il primo atto, in una gara che nel complesso ha visto una discreta direzione di gara da parte della terna guidata da Pianezze e con Soia e Zatta suoi assistenti, da domani si ritorna in pista per il return-match dell'Agorà, con un Milano obbligato a dimenticare le polemiche del dopogara (marcatura ampezzana del 2-1 e nessuna sanzione per Narcisi nella situazione che ha portato alla reazione di Chitarroni) ed a vincere una partita per riequilibrare la sfida scudetto.
Per il Cortina invece morale alle stelle e consapevolezza che una vittoria esterna a Milano in gara-2 significa avere in tasca molto più di metà scudetto.
Tabellino Marcatori e Formazioni di gara-1
Cortina-Milano 5-2 (1-1, 1-1, 3-0)
Marcatori: 05'04" (Corupe) 1-0, 12'46" Evans (Savoia) 1-1; 22'53" Adami (Narcisi) 2-1, 30'54" Savoia (Evans e Strazzabosco) 2-2 in 5vs3; 46'54" Dechenes (Corupe e Marchetti) 3-2 in 5vs4, 50'58" Corupe (Deschenes e Smith) 4-2 e 59'59" Souza 5-2 a porta vuota.
SG Cortina: Maund (Alberti); Da Corte–Wilde, Smith-Dwyer, Mulick–Marchetti; Corupe–Souza–Deschenes, De Bettin–Ansoldi–Chelodi, Fr.Adami–Narcisi–F.Alberti, Fe.Adami, Giugliano; All.: Gosselin.
HC Milano Vipers: Passmore (Della Bella); Melanson–Helfer, Borgatello–Lehtonen, Strazzabosco; Christie–Evans-Savoia, Felicetti–Chitarroni–Scandella, Iannone-Sisca-Rigoni, Mantovani e Meneghetti; All. : Insam
Qui Serie "A1": da questa sera Cortina e Milano si giocheranno al meglio delle tre su cinque lo scudetto 2006-2007
(daniele amadasi) Milano per entrare nella storia dell'hockey italiano con la vittoria del sesto scudetto consecutivo, Cortina per difendere questo suo primato che detiene con la stessa Milano e per riportare in quel dell'ampezzano il tricolore dopo 32 anni di assenza.
Da questa sera Milano e Cortina daranno vita alla serie della finale scudetto, dopo quella di due stagioni fà vinta dai rossoblù milanesi al termine della decisiva gara-sette. Rispetto però alla finalissima della stagione 2004-2005 quella di quest'anno oltre che essere caratterizzata da una serie al meglio delle tre gare su cinque invece che al quattro su sette avrà come differenza il fattore ghiaccio, a favore degli ampezzani e non dei milanesi.
Così e con queste premesse Cortina e Milano partono veramente alla pari per l'aggiudicazione del titolo italiano; primo atto di una serie che andrà in scena questa sera all'Olimpico di Cortina a partire dalle ore 20.45 con i padroni di casa al gran completo, mentre nelle fila rossoblù oltre alla consueta assenza di Lysak per l'infortunio al ginocchio ci sano da registrare le new entry del secondo portiere Mark Demetz e dell'attaccante Sasha Meneghetti, arrivati dal farm-team della Valpellice.
Arbitri dell'incontro Pianezza, Soia e Zatta. Diretta radio a cura del pool di "Tutto l'hockey minuto per minuto" a partire dalle ore 20.30 con cronaca diretta di Andrea Gris.
Qui Bolzano: analisi della settima stagione consecutiva senza l'approdo alla finale scudetto, che da domani vedrà protagoniste Cortina e Milano
(daniele amadasi) Vincitore della Coppa Italia a gennaio, primo classificato al termine della regular season dei primi giorni di febbraio, quarto dopo il master round di fine febbraio-primi giorni di marzo, eliminato ai quarti di finale o che dir si voglia al turno preliminare dei play-offs per l'accesso alle semifinali di fine marzo.
Questo l'incredibile discesa in picchiata senza paracadute del Bolzano versione 2006-07, capace di far risultare fallimentare la prima stagione caratterizzata dal budget milionario a livello di €uro e di mancare per il settimo anno consecutivo l'approdo alla finale scudetto, che manca dalle parti dell'Isarco dalla lontana stagione 1999-2000 che poi coincide con l'ultimo titolo di campione d'Italia in casa Bolzano (allenatore Bernd Hakke, unico straniero di una massima serie unificata Mikhail Vassilev e uomo squadra l'indimenticato Martin Pavlu).
Sette lunghissime stagioni nelle quali il Bolzano si è abbonato a far da spettatore alla finale play offs, invece che essere protagonista sul ghiaccio come era sua consuetudine.
Torando al presente, stagione 2006-'07 biancorossa che nonostante la vittoria in Coppa Italia ed il primo posto in regular season è diventata fallimentare, per via di una gestione tecnica a dir poco scellerata che nel giro di un mese (13 febbraio inizio master round - 20 marzo eliminazione dal primo turno dei play-offs) e nel periodo più caldo ed importante del campionato ha visto il Bolzano vincere solo tre delle undici gare disputate e perdere ben cinque dei sei incontri disputati in casa al Palaonda (una volta con Milano e Cortina e tre volte con l'Alleghe).
Il tutto a cavallo del quarto cambio tecnico, che ha visto l'approdo dell'ex coach canadese del Cortina Douglas McKay in sostituzione dello svedese Morgan Samuelsson, reo a giochi fatti di aver completamente sbagliato la preparazione fisica dal dopo Coppa Italia, facendo arrivare i giocatori bolzanini spompati e sulle ginocchia nel periodo clou della stagione.
Carichi di lavoro che invece di ridare brio e vigoria ai giocatori del Bolzano hanno portato ad un finale stagione che nemmeno il peggior dei gufi avrebbe immaginato.
Allo stesso tempo pensiamo all'assurdo cambiamento di rotta avuto dalla squadra a livello di gioco e risultati ed all'incubo che possono aver patito i supporters biancorossi addormentandosi in 3'300 dopo il trionfo in Coppa Italia per 6-3 sul Milano e risvegliandosi in 2'800 nel 2-3 di gara-5 contro l'Alleghe.
Incubi a parte la realtà della stagione dei Foxes diventa altresì inquietante se si considerano i quattro allenatori ingaggiati (John Slettvoll, Stefan Mair, Morgan Samuelsson e Douglas McKay), le due simil barzellette riguardanti le apparizioni settembrine dei due terzini svedesi Kristian Gahn e Jesper Jäger, la questione portieri con Naumovs ed Hell a giocarsi molte volte il ruolo scomodo di back-up, la troppo marcata Omicioli dipendenza (più Drew che Mike) ed il budget economico messo a disposizione dal Presidente Dieter Knoll.
Per cui la riscossa delle volpi biancorosse è rimandata ancora ed almeno di una stagione, sperando di non assistere in casa Bolzano all'ennesimo e stucchevole gioco estivo del tiramolla dentro e fuori, perchè la saggia consapevolezza deve far si che è dalle sconfitte si diventa più forti e che per tornare grandi è a volte necessario toccare il fondo.
Ne più ne meno come è avvento quest'anno dalle parti del Palaonda e come alle stesse è successo l'anno scorso a Canazei per il Fassa e sempre in questa stagione ad Asiago.
Qui Serie "A2": flash-back sulla gara-4 di finale che ha promosso in un clima irreale il Merano in "A1"
(luca centola) Come noto per scelta della società piemontese venerdìsera si è giocata Valpellice-Merano, gara-4 della finale play-offs di Serie "A2"; palaghiaccio di Torre Pellice esaurito come sempre (2'440 spettatori), ma clima irreale sulle tribune ed in parte sul ghiaccio, anche se partita vera almeno per i primi due tempi c'è stata.
Di più ai protagonisti (soprattutto a quelli torresi) non si poteva chiedere, anche perchè forse già sin troppo è stato, considerando che a fine gara in casa Valpellice si stava organizzando l'ultimo saluto al Presidente Ferrando previsto per la giornata seguente.
In questo clima la partita Valpellice-Merano si è conclusa 4-7 (3-3, 0-1, 0-3) ed il successo degli altoatesini ha portato alla conclusione della serie play-offs tra le due squadre, con la conseguente promozione del Merano in massima serie.
Per nuda e semplice cronaca sportiva riportiamo di seguito il tabellino dei marcatori: 02'02" Di Stefano, 04'06" Ansoldi, 09'28" Lo Presti, 14'09" Tambijevs, 15'22" Peugot, 18'35" 3-3 Petrov; 30'46" 3-4 Timpone, 41'14" 3-5 Saul, 50'51" Tambijevs, 52'59" 3-7 Saul.
Qui Serie “A1”: Milano fa sua la decisiva gara-5 di semifinale contro l’Alleghe e vola alla sua settima finale scudetto consecutiva contro il Cortina
(daniele amadasi) Milano in finale scudetto per la settima stagione consecutiva, ma quanta fatica per l’approdo all’atto conclusivo dei play-offs (da martedì contro il Cortina, con il fattore ghiaccio a favore degli ampezzani, ndr). Perché è stato un grande Alleghe quello che ha portato i pentacampioni d’Italia alla decisiva gara-5 delle semifinali play-offs e tenuto testa ai milanesi, in un Agorà vestito a serata di gala con quasi 4'000 spettatori sugli spalti, per oltre due terzi del match dando spettacolo e facendo non poca paura ai rossoblù.
Alla fine però le vipere meneghini con una prova corale perfetta ed un gioco di squadra raramente visto in questa stagione sono riusciti ad esorcizzare i fantasmi biancorossi ed avere la meglio sulle civette agordine. Il risultato finale dice 7-2 (0-1, 2-0, 4-1) per il Milano ma non rispecchia quanto visto sul ghiaccio e perciò oltre che bugiardo appare fin troppo pesante nei confronti dell’Alleghe, in un incontro che ha messo la parola fine dopo la rete del 4-2 siglata da Scandella al 45’15”.
Perché le ultime tre reti dei padroni di casa sono arrivate dal 54.esimo al 58.esimo in situazioni di superiorità numerica semplice e doppia (a segno Strazzabosco, Evans e Sisca), contro un avversario che non aveva alzato bandiera bianca ma che aspettava solo il suono della sirena per andare a festeggiare e ringraziare i propri supporters (guidati dal "Nucleo Disagiato", ndr) giunti numerossimi all’Agorà.
Sirena finale che ha poi altresì portato le vipere milanesi a far festa sotto una spettacolare curva rossoblù, un’autentica muraglia umana di quasi mille persone che come spesso succede ha rappresentato il settimo uomo sul ghiaccio ed una marcia in più per i ragazzi di coach Insam.
Milano difatti che dome accaduto in gara-1 e gara-3 ha dovuto recuperare lo svantaggio iniziale alleghese di Lino De Toni che è durato per oltre 23 minuti, sino a ribaltare la situazione con un break da uno-due nel giro di due minuti con Christie in superiorità numerica e con Savoia in inferiorità numerica. Ribaltata la situazione nel corso del periodo centrale, pareva che la rete di Chitarroni siglata al 41’37” in inferiorità numerica potesse mettere la parola fine alla gara come avvenuto in gara-3, ma così non è stato perché le civette dopo appena 24” secondi erano già rientrate in partita col la rete di Fabrizio Fontanive del 2-3. Equilibrio interrotto poi ed in maniera definitiva dalla rete del 4-2 siglata da Scandella in superiorità numerica.
Il resto è già stato scritto sopra e così Milano da martedì sera contro il Cortina giocherà la sua settima finale scudetto consecutiva, andando alla ricerca del sesto titolo di fila, per entrare nella storia a scapito proprio del club ampezzano che ad oggi detiene con i milanesi il primato di cinque scudetti vinti uno dietro all’altro.
Per l’Alleghe invece applausi sinceri nella consapevolezza di avere una gran squadra, il miglior gioco in assoluto della Serie “A1” e che se il buon giorno si vede dal mattino la stagione 2007-2008 potrebbe portare al club agordino l’approdo alla sua terza finale scudetto, quella per intenderci che nell’attuale stagione è sfuggita per un solo passo.
Milano-Alleghe 7-2 (0-1, 2-0, 5-1); marcatori: 12’52” L. De Toni (Chaulk); 23’11 Christie (Sisca) in 5vs4, 25’25” Savoia (Helfer) in 4vs5; 41’37” Chitarroni (Borgatello) in 5vs4, 42’01” F.Fontanive (Bilotto e Harder), 45’15” Scandella (Savoia) in 5vs4, 54’06” Strazzabosco (Felicetti ed Evans) in 5vs4, 58’32” Evans (Borgatello) in 5vs3, 58’35” Sisca (Borgatello e Iannone) in 5vs4.
Milano Vipers: Passmore (DellaBella); Helfer-Melanson, Borgatello-Lehtonen, Strazzabosco; Savoia-Evans-Christie, Scandella-Chitarroni-Felicetti, Iannone-Sisca-L.Rigoni;Mantovani; All. A.Insam.
Alleghe Hockey: Groeneveld (Moretti); Bilotto-Jacobsen, Ricciardi-Ryman, Lorenzi-DeBiasio; Ganz; Harder-N.Fontanive-Sunblad, L.DeToni-Veggiato-Ciaulk, F.Fontanive-M.DeToni-A-Fontanive; DaTos; All. Lusth.
Penalità: Milano 26’ (10’+12’+4’), Alleghe 49’ (12’+6’+31); penalità partita al 56’32” a Lino De Toni.
Power play: Milano 6 su 9, Alleghe 1 su 7
Spettatori: 3’800.
Arbitri: Metelka, D.Camper e Gastaldelli.